Tumulti dell' anima,
vibrazioni emozionali,
suoni imbevuti di colori,
raggi di un sole acceso dal buio,
mentre tutto diventa nulla
e gravita nel vuoto
essendo pieno di se stesso...
Aveva ormai la nausea della vita...
Tutto quello che la parola vita significava ormai per lui, era un groviglio di eventi tenuti insieme dalla mancanza di scopo e di senso...
Quarantenne e scapolo, la cui professione era quella del poeta, professione che esercitava in modo alquanto anonimo e solitario, sbarcava il lunario con lavoretti arrabbattati qua e là...
Da qualche anno orfano di padre e madre, aggravante di una depressione manifestatasi molto tempo prima,
sognava il grande passo da molto tempo.
Una lunga attesa carica di malinconia e tristezza, la cui luce veniva filtrata e diradata attraverso plumbee nuvole, che incombevano sul suo animo, offuscando le speranze di un futuro migliore...
Si sentiva sul fondo di un baratro nero e senza fondo, in cui la risalita era tanto piu' difficile quanto ostacolata...
Era dunque questo il suo destino?
Era dunque questa la tanto agognata vita che tutti vogliono vivere o per meglio dire, si sforzano di farlo?
Queste ed altre domande affollavano la sua mente già vacillante e colma di pensieri che riempivano gli spazi in penombra delle sue giornate...
Una sera, seduto sulla scrivania, saturo di quella nausea che fin troppo bene conosceva, compose un' altra delle sua poesie, così colme di pessimismo e specchi così limpidi e pieni di riflessi di una tale insoddisfazione a cui non c'era fine...
Insoddisfazione che lo portò a stracciare sul foglio appena scritto, riducendolo in un oceano di parole spezzate come le sue ambizioni...
Fu un attimo; gli baleno quella forse malsana idea, o forse geniale idea, la piu' geniale che avesse mai avuto...
la scrivania, appoggio morale e fisico delle sue opere, intagliata in nocciolo, di un colore mediamente scuro, che lasciava ampio spazio alle pagine che catturavano i suoi pensieri mediante forme d' inchiostro nate da semplici e al contempo, artistici movimenti della mano...
Parole che si perdevano nella sua stanza scarsamente illuminata e così disordinata, con quella antiestetica carta da parati semi staccata dalle pareti a cui delicatamente un tempo solea appoggiarsi...
La flebile luce prodotta dalle lampadine sistemate in quelle antiche e forse troppo antiche lampade, sembravano esser bagliori di lucciole che si distinguono nella notte per le loro deboli fiaccole...
Il suo sguardo ricadde sui comodini incorporati alla scrivania, e nonostante qualcuno fosse già aperto lasciando intravedere oggetti di poco valore, lo sguardo ricadde proprio sul terzo, proprio quel terzo cassetto...
Un' irrefrenabile voglia a cui resistette con forza gl' impedì di volgere lo sguardo altrove e sentì la necessità di aprire quel cassetto...
Di per se un normale cassetto, che non aveva alcuna particolare accezzione o singolarità, rispetto ai soprastanti e sottostanti "simili" o rispetto a un qualsiasi altro cassetto...
Si trovava nel mezzo dei cinque cassetti facenti parte della stessa scrivania...
Il suo cuore pulsava al pensiero, il cervello sembrava andare in black - out totale, lasciandolo nel buio piu' nero, mentre il respiro diventava sempre piu' pesante e tremante, come le mani di cui cominciava a perdere il comando...
La sua volontà non era un baluardo da difendere ma che al contempo andava verso un esito di cui già conosceva la risposta; ed è infatti così, che aperte quel maledetto cassetto...
Le sue mani continuavano a tremare sempre piu' mentre frugando tra le scartoffie e le cianfrusaglie di quel cassetto era pieno, si avvicinava sempre piu' allo scopo della sua ricerca...
Una contrazione forte allo stomaco, quella strana sensazione che ti pervade il corpo, in preda a scariche adrenaliniche, mentre ti distrischi da terrore e piacere, mentre le emozioni ti si accavallano in un caos di luci e suoni, ombre e grida, nulla e tutto.
Nera, fredda, mortale.
Eccola, era ormai dunque nelle sue mani... Ne avvertiva il pericolo e sembrava piacergli tutto ciò...
La sensazione di potenza e di dominio che ne ricavava dal tenerla tra le sue mani, lo appagava di tutto ciò che desiderava, non esisteva ormai nulla che poteva importargli oltre a lei, una pistola.
Sfioro il grilletto e senti un brivido percorrere la sua schiena, mentre i suoi occhi si dipingevano di una lucentezza e una vivacità alquanto sinistre...
Sapeva già cosa doveva fare con quella pistola. Lo aveva saputo sin da quando l' aveva vista e acquistata in quel negozio.
Chiuse gli occhi e si senti trasportato in un mondo lontano in cui lo stato di ebrezza e di estasi precedono la lucidità della razionalità, privandola del suo spazio...
Ormai ero andato... Ora c'era l' altro lui, un lui che della pistola faceva un tragico e perverso mezzo di piacere...
Innocenti giochi trasformati in cruenti scenari di morte per talmente tante persone, da far brancolare nel buio la buio piu' totale la polizia parigina...
Si muoveva nell' oscurità come un gatto che senza rumore si avvicina alla sua preda per poi dilaniarla...
Così aveva sempre fatto depredando i corpi senza vita delle sue vittime, privandole loro del sangue, lo stesso sangue che usava nelle sue sadiche poesie i cui scenari avevano spazi bui nel quale anche la luce di un piccolo fiammifero non avrebbe trovato luce...
Stesso destino era dunque toccato agli ignari genitori, venuti a conoscenza di tutto questo e cui il sangue era stato conservato per la lettera d' addio che avrebbe scritto loro, quando tutto sarebbe diventato troppo insopportabile per essere vissuto...
La estrasse da un cassetto sottostante e la lesse ad alta voce, interrotto da brevi e raccapriccianti risate isteriche alternate da copiose lacrime...
Fissando la poesia, l' ultima cosa che vide, sentì uno sparo e la sua tempia perforata da una pallottola di freddo metallo non costituì resistenza, al pezzo di metallo che devastò il suo cervello antecedentemente straziato dai quei pensieri che tanto lo angustiavano...
Uno sparo nella notte. Schizzi di sangue. Poesie macchiate di sangue. Un ricordo che a distanza di qualche giorno sarebbe stato dimenticato, mentre il mondo scorreva come se nulla fosse mai stato...
E finalmente il mistero di tante morti svelato, a costo di una vita, che non aveva esitato a sacrificarne altre, in un raptus di follia così poetico...

