La mia mente è ormai ridotta a un groviglio di pensieri
offuscati e intrecciati tra loro da catene rivestite di illogicità,
e dei miei sentimenti non vi è piu' alcuna traccia,
se non in un ottenebrato pozzo senza fondo
che non conosce profondità, attorniato da un dolore stordente,
si ammassano senza motivo, senza ragione, senza forza senza un perchè...
I miei occhi sempre piu' spenti e i miei arti sempre piu' stanchi,
mentre il corpo si abbandona lasciando andare sensazioni che volano via,
quasi non aspettassero altro che questo privilegiato momento,
come una farfalla racchiusa tra le mani, che si libera volando versa la libertà così immersa di luce...
L' animo troppo lacerato per soffrire ancora, così come le emozioni troppo flebili per essere distinte,
mentre scompaiono in una tenebra incessante che sembra non conoscere fine,
così come questa condanna che grava senza dar tregua...
Eppure nonostante tutto, sento il piacere del dolore, lo stesso dolore che mi uccide lentamente,
mentre assaporando lentamente il suo dolciastro sapore amaro,
sento il mio essere sciogliersi in un oceano di cordoglio e animosa malinconia,
che mi travolge stravolgendomi e inebriandomi profondamente...
Ciononostante voglio continuare a vivere, provando il desiderio di morire,
in un tragico contrasto di bisogni e sensazioni uniti da un dolore reciproco...
Una triste agonia chiamata vita e dipinta di colori vivaci che non le appartengono,
ma che ruba a chi impunemente si arrischia a viverla...
Respiri piano per riprenderti dalla fatica,
il respiro si fa sempre piu' affannoso
quanto la corsa piu' lontana e la meta piu' distante,
mentre stai per ricominciare a correre in un buio
in cui ti sei perso, dove sei l' unica luce spenta,
dove l' eco delle tue urla rimbomba in suoni muti,
e le porte che ti condurranno fuori da questa tetra realtà,
scompaiono una dopo l' altra come i raggi del sole quando
quest' ultimo si abbandona alla tenebra durante il tramonto,
così tu deridi te stesso in un sorriso di consuetudine e consapevolezza,
che ciò che gli altri chiamano gabbia è la tua libertà,
composta da te soltanto, perso in un vuoto che gli altri chiamano disordine
e da una verità da cui gli altri continuano a scappare...
Sei proprio tu ad essere incatenato alle stesse catene
da cui sei sempre stato e continui ad essere libero...
E ora smetti di urlare perchè nessuno potrà sentirti,
all' infuori di te stesso...
La realtà è l' insieme dei sogni e delle speranze di chi la abita,
in cui ogni persona è la goccia di una pioggia
che riflette l' arcobaleno,
o come in un vetro formato da mille granelli di sabbia,
ogni individuo filtra la luce di mille riflessi variopinti, dipinti dalle sfaccettature della vita,
e allo stesso modo una limpida superfice d' acqua,
può incresparsi in piccole onde circolari e concentriche,
di cui la gente è il sussurro di vento che porta scompiglio,
deformando e distorcendo la realtà che vi si riflette sopra.
Ed allo stesso modo non dimenticare mai,
che la realtà di tutti è l' insieme delle realtà di ognuno di noi,
e che se mancasse
una goccia, un cristallo di vetro o un' anelito di vento,
non sarebbe la stessa realtà.
Sono stressato,
sono confuso,
non ho piu' un attimo libero,
impegni su impegni,
ne per pensare per leggere i blog delle persone stupende che passano a salutarmi qua sul blog,
ne per stare due secondi al computer,
mi sento affogare in questo caotico stile di vita...
Questo nodo comincia a essere troppo stretto, tanto da trasformarsi in un cappio...
Voglio una pausa...
Prima era il caos,
Prima era l' ordine,
finchè non venne generato
ciò che ancora non è stato chiamato,
e portatore delle verità di entrambi,
amalgamandoli, generò ciò che oggi conoscete .
E del complesso processo,
la vita ne è la semplice sintesi.