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Morto dentro. Vivo fuori.

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Luci & Ombre
Odio : Ciò che amo...

Amo : Ciò che odio...
Frasi nel Nulla


Sommerso dalla malinconia, affogo nel rimorso.


Circondato dalla solitudine mi abbandono al vuoto, osservando lo scorrere del tempo mietere le speranze di un futuro migliore.


Sono un angelo senz' ali che ha perso le proprie speranze avvicinandosi a una meta chiamata libertà, scoprendo che non era altri, che l' Utopia sotto falso nome.


E se l' uomo è fatto a immagine e somiglianza di dio, dio è un pessimo pittore.O un pessimo soggetto.


Chi ha se stesso non sarà mai solo.


Schiavi di un destino che non ci appartiene, viviamo nella speranza di un domani che non arriverà mai.


Potrei amarti come un burattinaio ama le sue marionette: fintanto che lo assecondano continuerà ad amarle.


La Malinconia è Madre
all' Arte.
Sguardi nel Vuoto
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Grazie a...
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postato da KillerInside alle ore 01:19
domenica, 22 aprile 2007

Si narra che in origine, prima della comparsa dell' uomo, esistessero due divinità, due fratelli di nome Istinto e Ragione.

Il primo era l' opposto dell' altra: preferiva affidarsi ai cambiamenti del vento, all' impulso dettato da misteriose leggi del cosmo, ai segnali della natura; l' altra al contrario, rifuggiva l' ignoto, preferendo il calcolo di ciò che ogni sua azione poteva comportare, viveva analizzando e studiando ogni minimo particolare di ciò che lo circondava.

Un giorno Istinto stanco della staticità della dimensione in cui viveva assieme alla sorella Ragione, si addentrò ai confini del suo mondo, alla ricerca di novità, di un posto da esplorare dove la sua natura sarebbe stata assecondata in modo assai maggiore di quanto lo fosse ora.

Fu colpito da un globo che ospitava luoghi simili all' Eden, dove immense distese verdeggianti e sussultare grandi pozze d' acqua cristalline venivano sfumate da invisibili mani che ora con rabbia, ora con dolcezza, le facevano sussultare e tavolta persino tremare.

Assecondando la sua natura impulsiva che raramente l' aveva tradito, decise di non indugiare oltre e visitare questo paradisiaco luogo.

Assunse la forma di un essere agile, solitario e noto conoscitore di quei luoghi arcani, pacifici ma al contempo minacciosi, dotato di un folto pelame che non facesse sentire mancanza alcuna di un luogo caldo e accogliente, come può essere una casa o l' abraccio di una persona cara.

Trasformatosi in quello che oggi chiameremmo lupo, corse in preda all' euforia in lungo e in largo, fermandosi ad ascoltare le poesie del vento, per svegliarsi all' alba con il canto degli uccelli.
Quel mondo l' assorbì completamente ma non riuscì tuttavia a cancellare l' amaro sapore della solitudine dettata dall' assenza dell' amata sorella.

Perciò attese il pallido astro, perchè la notte nascondesse le sue paure proteggendolo da occhi e orecchie indiscrete, da chi non aveva diritto di violare la sua più profonda intimità, attese la madre di quel mondo beato da cui la figlia stessa ereditò la forma e lo spendore, facesse la sua comparsa nella sua piena luce e diede sfogo al suo dolore per quel sentimento di assenza che attanagliava il suo cuore.

Conscio del fatto che il suo ritorno era ormai impresa ardua e impossibile, vuoi per la rigida imposizione delle leggi del suo mondo, vuoi perchè il suo cuore era ormai prigionerio volontario di quel mondo, prima ancora che le lacrime potessero solcare il suo volto emise un pianto silenzioso che si tramutò in un suono profondamente strascicato, un richiamo che neanche il più sordo degli essere non potrebbe udire.
Sua sorella che si limitava ad osservarlo da lontano rispose al suo ululato e condivisero un lungo silenzio di reciproca comprensione e condivisione.

Entrambi consci che le loro strade erano irrimediabilmente separate, decisero di creare un essere che li riunisse in una cosa sola e crearono l' essere umano, atto a ospitare sia la Ragione che l' Istinto.

Perchè non si creasse un essere eccessivamente combattuto dalla dissonanza che insieme Ragione e Istinto creano quando ognuno dei due desidera prevaricare sull' altro, come la loro natura impone, Ragione forgiò nell' essere umano di sesso maschile la sua impronta, perchè gli esseri a somiglianza del suo amato fratello sentissero meno la sua assenza e lo stesso fece Istinto per le donne, donando loro la capacità di ascoltare il proprio istinto e acuendo la loro sensibilità all' emozioni in ricordo della sua solitudine nei confronti di Ragione.

Poichè quella era ormai la nuova casa di Istinto, creo altre forme animali simili a quella da lui adottata, in cui l' Istinto prevaricava sulla Ragione, poichè essendo il nuovo re di quel mondo, il suo potere aveva maggior dominio rispetto a Ragione che scelse di rimanere eterea e di dissetare chiunque la invocasse.
Il lupo infine, diventò un animale come tutti gli altri ma ereditò in quell' occasione il bisogno di ululare in presenza della Luna piena, per ricordare il legame che lega Istinto e Ragione.

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