postato da KillerInside alle ore 01:39
mercoledì, 02 maggio 2007
Si narra che in passato esistesse una strega tanto potente quanto poco attraente: tutti la rifiutavano per via del suo aspetto, nonostante nell' animo avesse una bellezza rara quanto fuori dal comune, che mai nessuno aveva sfiorato per via della sua poca avvenenza.
Si mise allora in cerca di uno specchio magico citato in uno dei suoi più antichi grimori e dopo estenuanti viaggi lo trovò; emerse da una cascata di cristallo quando la giovane chiese udienza.
La giovane strega domandò se vi fosse modo di apparir bella ed essere tale in eterno, desiderosa di condividere la sua richezza interiore con un uomo da amare.
Lo specchio la informò che quanto chiedeva era possibile ad una condizione: la sua bellezza richiedeva di non mostrare nient' altro che mera superficialità a fronte di un altissimo prezzo, qualora avesse disubbidito a tale condizione.
La giovane accettò non senza qualche esitazione visto il prezzo da pagare e le fu dato così un aspetto di estrema bellezza.
Torno nella sua dimora e più tardi conobbe un giovane di bell' aspetto di cui si innamorò che a sua volta si innamoro di lei.
Molte lune passarono da quell' incontro voluto dal destino e un crescente desiderio si insinuò nel cuore di lei; perciò attese il calare della notte e invitò il giovane nella sua dimora, spoglia ma al contempo calda e accogliente come lo era stata lei un tempo.
Senza voltarsi chiese al giovane se l' amasse ed egli rispose di si; chiese inoltre quale fosse la cosa che più amava in lei e questi rispose senza ombra di esitazione, la sua bellezza.
Gli chiese quindi se l'avrebbe amata comunque, se fosse stata diversa, e di fronte alla titubanza del giovane, decise di porre fine all' interrogativo che da tempo l' angosciava, facendo sì che il primo raggio di luna colpisse lo specchio riflettendo la sua luce sul suo volto e sul resto del corpo.
Quando si girò il giovane rimase colpito e turbato dal nuovo aspetto che la strega aveva acquistato: era tornata infatti all' aspetto originario.
Gli pose una mano sul petto e gli diede modo di avvertire quanto grande e caldo fosse il suo cuore, chiedendogli se sarebbe stato disposto ad amarla comunque e a conoscerla anche se aveva perso la sua bellezza.
Il giovane per tutta risposta l' abbandonò ferita ed umiliata, varcando la porta di una casa che non avrebbe più visitato, cancellandola immediatamente dai suoi ricordi.
Lo specchio allora le parlò ricordandole del patto suggellato tempo addietro: le chiese dunque se ciò che aveva fatto aveva un senso, quand'ella poteva tranquillamente vivere della sua avvenenza in grado di far innamorare qualsiasi uomo.
Ella le rispose che non era questo ciò che cercava, perchè in ogni caso quella che sarebbe stata amata sarebbe stata la sua bellezza esteriore, che un amore corrisposto da una persona che ci ama per come appariamo e non per come siamo, equivale ad amare una persona che non siamo noi.
La strega compì dunque la sua scelta di soffrire sapendo di non essere amata veramente, piuttosto che essere amata per ciò che non era, per le spoglie apparenze.
Ma c'era un prezzo da pagare ed ella si ruppe in mille frammenti insieme al vetro dello specchio, esprimendo come ultimo desiderio l' essere ridotta in polvere e spazzata via, lontano dagli uomini gettando su di essi una maledizione secondo la quale avrebbero cercato invano di compiacersi del proprio aspetto e del proprio corpo, consumandosi davanti alla lastra di vetro trasparente.
Ancora oggi molte sono le persone che risentono di tale maledizione, che condividono l' amore dell' apparenza e che non sanno spingersi al di là delle stesse, condannate alla ricerca di una perfezione fittizzia che non raggiungeranno mai.